GRUPPO INSALATA - CURVA SUD - ROMA
A GUARDIA DI UNA FEDE
A GUARDIA DI UNA FEDE
Home
Il Gruppo Insalata
Manifesto e racconti
Galleria fotografica
stagione in corso
Links e contatti
Racconti

Ecco qualche racconto....

INTER-ROMA 2007-08 VISTA DA PARIGI

Per lavoro spesso mi trovo a Parigi e questo mi ha portato a conoscere e frequentare il manipolo di lupacchiotti presente in questa lontana provincia della Gallia.

Ieri, forzatamente costretto da queste parti, ho assistito alla partita nel consueto pub di ritrovo.

Sala del pub satura in ogni ordine di posti e, fortunatamente (per loro) nessuna presenza di infiltrati neroblu.

Volevo dirvi di questa strana “trasferta” semplicemente per segnalare come questi ragazzi che vivono cosi’ lontano da Roma partecipino con una spassione smodata, probabilmente amplificata proprio dalla lontananza, ad ogni partita. Il pub sembrava uno spicchio di Sud, stendardi appesi ai muri, sciarpette, magliette e felpe, fiumi di birra e cori incessanti per 90 minuti. Insomma veramente una bella atmosfera.

Un plauso a questi ragazzi che spesso si imbarcano in viaggi lunghissimi per seguire la Roma sia in Italia che all’estero, con i quali condivisi la trasferta Lionese, e che si apprestano a partire in massa per Madrid pur senza i biglietti....come sapete la lottomatica a Parigi non c’è.....

Breve resoconto sul derby, le nuove norme antiviolenza ed il Gruppo Insalata

 Avrei voluto fare un bel resoconto sul derby, il colore, gli sfottò, commentare gol ed esultanze, semmai ce ne fossero state, invece, come ormai da troppo tempo accade, eccomi di nuovo costretto a trattare argomenti diversi anche se assolutamente vitali per chi, come noi, ancora crede che andare allo stadio sia un divertimento, il giusto palcoscenico dove riversare la propria passione, il luogo dove fatalmente dar sfoggio dei propri sentimenti.

Tutto nasce dall’interpretazione ed applicazione delle famigerate “nuove” norme antiviolenza e, nello specifico, a quelle che trattano della ammissibilità o meno di bandiere, stendardi, striscioni ecc. 

Come sempre, da anni ormai, mi reco allo stadio col tradizionale ed ormai consunto stendardo del Gruppo Insalata.

 All’ingresso, piuttosto presto, quindi senza troppa ressa, ho tutto il tempo per confrontarmi con gli agenti preposti al filtraggio di questo materiale.

 In un clima assolutamente pacato e disteso i due agenti in servizio sollevano perplessità circa la PERTINENZA (testuale) dello stendardo con la manifestazione sportiva in programma. 

Infatti, mi obiettano, non contiene richiami diretti alla squadra e quindi, pur comprendendone l’intento esclusivamente goliardico, non ne ritengono possibile l’esposizione. 

Sempre col sorriso sulle labbra e con la massima tranquillità obietto che, a mio parere, la norma intenda vietare l’esposizione di vessilli, sotto qualunque forma, che contengano messaggi violenti o offensivi che richiamino comunque a vocaboli che possano avere un doppio senso od una radice etimologica riconducibile alle tematiche citate.

Questa mia osservazione genera qualche perplessità nei due agenti che quindi richiedono l’intervento di un superiore. 

Così nel conciliabolo interviene un Vice Questore con il quale abbiamo lo stesso pacato scambio di opinioni al termine del quale mi autorizza ad entrare con lo stendardo…incriminato, sottolineando però che la ritiene una concessione in quanto per l’incontro odierno le disposizioni erano di rendere il più possibile severa l’applicazione della norma….

Ma come, la Prefettura non aveva annunciato manica larga per permettere una degna cornice di colore al derby?

In definitiva il buon senso del funzionario e degli agenti con i quali ci siamo confrontati e la pacatezza della conversazione hanno permesso al mitico stendardo di presenziare anche a questo derby, ma mi chiedo, era necessario? 

Termino con una sottigliezza…. Presi dalla discussione sullo stendardo nessuno si è più preoccupato della perquisizione personale, degli zainetti e dell’asta di 7 metri del bandierone, ce ne siamo resi conto una volta sugli spalti.

Mi sembra un classico esempio di ricerca della pagliuzza nell’occhio senza accorgersi del trave conficcato nel cranio!

RESOCONTO MANCHESTER

Inizio questo resoconto poche ore dopo il rientro dalla base di partenza che per questa trasferta è stata Parigi, con poche ore di sonno, fame e un grande rodimento.

Allora,  da Parigi avevo trovato un volo low cost per Manchester così alle 16 sono partito e anche su questa tratta “insolita” trovo altri due ragazzi provenienti da Roma.

Arrivati a destinazione alle 16,30 locali, si prende subito un cab  e poco prima delle 17 sono fuori all’ old trafford.

Atmosfera rilassata e quasi solo romanisti intorno allo stadio.

Nell’angolo che potrebbe essere tra la nostra tevere e la sud, al di la della strada c’è l’hotel Golden Tulip dove ho appuntamento con l’incaricato dell’agenzia di Barcellona attraverso la quale via internet, con prezzi da strozzinaggio, ho acquistato il biglietto settore ospiti.

Ritiro il tagliando e mi incammino, da solo, verso il piazzale antistante il settore ospiti che si trova come i nostri distinti sud lato montemario.

Arrivato sotto il settore incontro casualmente i miei amici del gruppo di Parigi e subito dopo iniziano i primi problemi.

Proprio dalla direzione dove ero appena arrivato si notano un po’ di tafferugli sembra tra i nostri e la polizia, probabilmente come reazione alla visita resa dai nostri ai primi gruppi di MIB che si avvicinano da sud. Comunque la calma torna subito anzi ho visto fraternizzare tifosi e bobbies con tanto di scambio di cappelli e foto di gruppo… insomma sembrava una scampagnata.

Passano i minuti e l’afflusso degli inglesi inizia ad aumentare, dal lato della montemario ci sono i pub dove i nostri amici fanno il pieno, all’orizzonte si vedono arrivare in gruppo i famosi MIB, le loro truppe d’assalto tutti rigorosamente in nero e jeans.

Da questo lato non si indietreggia ma i ragazzetti d’oltremanica fanno tanta scena ma di avanzare oltre la strada che ci separa neanche ci pensano, però da bravi bambini iniziano  un fitto lancio di bottiglie….ovviamente  di vetro e di sassi.

Interviene la polizia a cavallo, coi cani, ecc ecc e crea un cordone di fatto consentendo agli ubriaconi di continuare a tirare le loro bottiglie e a noi di non reagire spingendoci coi cavalli verso i cancelli del settore ospiti.

A proposito di cancelli, settore ospiti, 4000 persone, cancelli….3 porte con controllo ad uno ad uno dei biglietti, morale: rischio di essere schiacciati con i cavalli che pressavano la gente verso il muro.

La polizia locale continuava a provocarci cercando il pretesto per caricarci, sono arrivati a passare varie volte coi cavalli in mezzo alla gente pressata usando il cavallo tipo ariete.

Intanto la pressione degli inglesi era notevole, eravamo completamente accerchiati, pioveva di tutto e i poliziotti pensavano più ad impedire ogni nostra reazione che ad altro. L’ingresso è stato lentissimo.

Alla fine sono entrato tra gli ultimi, pochi minuti prima dell’inizio.

L’old trafford è bello, però l’ambiente mi era piaciuto più ad Highbury, il tifo inglese solito, quando canta tutto lo stadio da paura ma poca continuità….e dire che per festeggiare ne hanno avute di occasioni…

All’interno settore in alto, seggiolini tipo cinema che quasi impediscono i movimenti, stewart, polizia e comunque tutti in piedi e gente sulle scale!

La partita è andata come sappiamo, dal punto di vista del tifo bellissimo secondo tempo con tanti cori, un inno Roma Roma Roma cantato alla grande così come la società dei magnaccioni e bellissima sciarpata su quel che serà serà.

Alla fine si rimane nel settore per circa 45 minuti. All’uscita cordone non troppo fitto di polizia ai due lati e calma apparente.

I pullman ripartono quasi subito, per me e per gli altri arrivati autonomamente c’è il problema di muoverci dallo stadio chi per raggiungere i propri hotel chi le stazioni ferroviarie e così via.

La metro chiaramente off limits così penso di ritornare all’albergo dove nel pomeriggio avevo preso il biglietto e da li chiamare un taxi.

La mia stessa idea l’hanno in molti gruppetti, così alla fine saremo una trentina fuori all’hall dove le guardie dell’hotel ci impediscono di entrare.

Tentiamo di chiamare i taxi ma ci rispondono che non saranno disponibili prima di un’oretta.

Intanto fuori dell’albergo sembra tranquillo, scambiamo qualche chiacchiera con dei tifosi inglesi non di Manchester ospiti dell’hotel che ci raccomandano di evitare il centro città.

Ci allontaniamo un po’ per tornare verso lo stadio, ma saranno un centinaio di metri, per mangiare una cosa in un chiosco e qui cominciano a gironzolare un po’ di ubriaconi che insultano chi sembra essere dei nostri ma niente di che.

Rientriamo verso l’albergo quando vediamo che i sobri amici inglesi si sono raggruppati, a questo punto serriamo i ranghi, se c’e’ da difenderci saremo pronti, ma inaspettatamente anziché caricare gli albionici iniziano un fitto lancio di sassi e bottiglie, impossibilitati a rispondere per mancanza di materia prima, ma soprattutto perchè persone civili,  cerchiamo riparo nell’hall dell’albergo, i vigilantes provano ad opporsi al nostro ingresso ma li travolgiamo mentre intorno si sente il rumore delle vetrate rotte dell’hotel e delle bottiglie che piovono.

Ci infiliamo nel ristorante e con le sedie dello stesso ci prepariamo all’ultima difesa ma gli ubriaconi non si fanno avanti, allora riguadagnamo l’ingresso dell’albergo e cinte in mano siamo pronti a difenderci ma in quel momento, scortati dalla polizia arrivano i taxi che avevamo richiesto e abbastanza tranquillamente ce ne torniamo al nostro hotel.

Qui smaltiamo delusione ed adrenalina chiacchierando naturalmente su questa e le tante trasferte precedenti e finalmente alle 4 di mattina ci meritiamo un riposino.

In mattinata si ritorna a Parigi che, incredibile mi sembra già quasi casa dopo aver lasciato la triste, uggiosa e sfigata Manchester.

Considerazioni finali:

Come sapevamo il modello inglese è buono solo per le TV perché all’interno degli stadi non succede quasi nulla ma fuori è una Cambogia.

Piazzale settore ospiti una trappola per topi con il carico da undici messo dall’ottima polizia locale evidente bramosa di vendetta che ha pensato più a provocare che a sedare disordini.

Leggo oggi delle lamentele UEFA  perché la polizia italiana non parlava inglese….sarò stato sfortunato, ma non ho incontrato molti solerti funzionari di Scotland Yard padroneggianti la lingua di Dante.

In definitiva una trasferta movimentata, peccato per il risultato….ma spero di riavere il piacere ancora una volta di incontrare i Red devils, per rigiuocarcela.

Resoconto di Gianfranco alla trasferta a Londra

Passano gli anni ma la passione è sempre la stessa.

Altra trasferta europea e per gli abituali lettori di questi resoconti il nome di Gruppo Insalata è già noto e dietro il bizzarro stendardo anche stavolta qualcuno si è mosso al seguito della maglia storica.

Stavolta decidiamo di organizzarci decisamente in vecchio stile… il che ci si addice del resto visto che parecchi….compreso il sottoscritto….cominciano ad aver varcato la fatidica soglia dei 40…!

Così niente viaggi organizzati e in tempi decisamente non sospetti, cioè a fine novembre, prenotiamo il volo per Londra con compagnia aerea a basso costo con partenza  da Pescara  con la speranza poi di riuscire a trovare i biglietti in un modo o nell’altro.

I biglietti purtroppo riusciamo a rimediarli … nell’altro modo, cioè con una serie di passamano che ne fanno lievitare il prezzo fino a farlo divenire paradossalmente più del doppio di quello dell’aereo!

Ma tant’è, dopo il trasferimento in auto a Pescara, volo per Londra e passeggiatina per la City, inevitabilmente ci ritroviamo con molte ore di anticipo a vagare nella zona intorno allo stadio attratti dalla irresistibile necessità fisica di poter vivere l’evento nell’unico modo che conosciamo: sugli spalti!

Nella zona circostante tutto tranquillo mentre molti altri tifosi cercano disperatamente i biglietti per l’incontro e fatte le foto di rito all’ingresso principale dello storico impianto dei Gunners un’oretta prima del match si aprono finalmente i cancelli.

Accurato il controllo dei tagliandi mentre vorrei sottolineare la cortesia del poliziotto che procede alla perquisizione di rito rivolgendosi in modo garbato e paziente, inutile fare  paragoni con situazioni nostrane, abissi di cultura, tradizioni e quant’altro ci separano da quella realtà.

Varcato l’ultimo passaggio, questo si veramente sorprendente, e cioè la gabbia a tornello conta-spettatori, l’impatto col nostro settore è, come di consueto per noi abituati alle siderali distanze da cui assistiamo alle partite, da lasciare senza fiato: siamo di fatto sul campo!

Ci sistemiamo nelle prime file e siamo a pochi metri dalla bandierina del calcio d’angolo. Il settore si riempie velocemente ed altri manipoli si sistemano nella tribuna alla nostra destra mentre, lo apprenderemo all’esterno sulla via del ritorno, molti di quelli sprovvisti del biglietto sono poi entrati in altri settori tra cui anche nella curva nord.

I gruppi più o meno si dispongono nella parte bassa del settore e mentre lo stadio si riempie praticamente con l’ingresso delle squadre in campo, inizia quella che a mio modo di vedere sarà una delle migliori performance del tifo romanista alle quali ho mai assistito e la base di confronto non è trascurabile essendo stata la trasferta di Highbury la mia 621esima partita ufficiale vissuta sugli spalti.

Il tifo infatti è stato continuo, spontaneo e la conformazione del settore ha permesso anche a gruppetti di cinque-sei persone di poter lanciare i cori seguiti poi da tutti gli altri. Le poche pause che ci sono state mi sono sembrate fisiologiche e non certo legate alle fasi di gioco, anzi, proprio nel periodo di svantaggio e poi nel momento del massimo sforzo degli avversari ci sono stati i momenti migliori. Gli SMS giunti nell’intervallo tipo: “se sentite solo voi…” ci hanno ancor più caricato così come il fatto che spesso ho notato gli spettatori della tribuna alla nostra destra rivolti verso il settore quasi sbalorditi da tanto ardore, impressione poi confermatami da testimonianze di chi era in tribuna.

Il tifo inglese è così diverso dal nostro che è difficile dare un giudizio. Comunque molto belli i momenti in cui tutto lo stadio cantava in piedi (vorrei che anche qualche altro settore dell’olimpico ogni tanto si agitasse così….) ma nel complesso il tifo locale è stato discontinuo. Mi è sembrata migliore la parte di curva confinante col nostro settore piuttosto che i nostri dirimpettai della curva nord (fosse il nome che è sfigato?…), mentre due cose maggiormente mi hanno colpito.

La prima è che i cori inglesi partivano da qualunque punto dello stadio, anche dalla “Monte Mario” per essere poi seguiti da tutti gli altri settori, la seconda che mai i nostri cori sono stati coperti da fischi o cori avversari, mi è sembrato una sorta di rispetto, vorrei sperare ammirazione ma non mi voglio allargare, nei nostri confronti.









Er messicano
Cene del G.I.
Lione 6/3/07
finale C.I. 2007
Parma 07/10/07
Lisbona 7/11/07
Circo Massimo
no al calcio moderno
Coppa UEFA 2009-10
HomeIl Gruppo InsalataManifesto e raccontiGalleria fotograficastagione in corsoLinks e contatti