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Lisbona 7/11/07

RESOCONTO TRASFERTA LISBONA

 

Una trasferta che nasce tanto tempo fa’.

Infatti era fine agosto, mi trovavo in USA per lavoro e, appena seguiti in diretta su internet i sorteggi dei gironi di Champions, mi affrettai a prenotare volo ed albergo per la trasferta lusitana.

I primi di novembre, acquistato il biglietto, ho completato la pianificazione della missione.

Nel frattempo anche altri componenti del Gruppo, nella fattispecie i “pescatori”, si erano organizzati per un soggiorno a Lisbona così, ci diamo appuntamento allo stadio per il giorno della partita.

Parto con un volo Alitalia, quindi niente charter, sull’aereo pochi sfoggiano sciarpette o cappellini e per lo più, ascoltandone i discorsi, si tratta di frequentatori abituali della Monte Mario.

Per il resto parecchi businessmen in giacca e cravatta e famigliole in vacanza.

Arrivo a Lisbona intorno alle 16,  mi reco all’hotel che scientemente avevo prenotato nelle vicinanze dello stadio e, dopo una doccia e la “vestizione” mi avvio, verso le 17, a piedi, con lo stendardo ben occultato sotto il giubbotto, verso il teatro della sfida serale.

Lo stadio si trova in città, il lato per capirci “curva sud” confina con una tangenziale e, soprattutto, con una grande stazione della metro dove si intersecano 2 linee, il resto dell’impianto è contornato dai palazzi.

L’infrastruttura è il tipico stadio “moderno”, contornato di impianti sportivi, (palestre, piscine ecc), bar, megastore della società e tutto colorato dei colori sociali biancoverdi.

Intorno non esiste zona di prefiltraggio, la presenza della polizia si manifesta con un presidio abbastanza intenso, formato da piccoli drappelli di 6-7 uomini tutto intorno al perimetro dello stadio.

Il settore ospiti, così come lo conosciamo, non esiste. L’ingresso per noi è la porta n. 1, di fatto la Monte Mario lato nord.

ingresso settore ospiti

Fuori dell’ingresso, delimitato da una cancellata stile giardinetto pubblico, il solito drappello di poliziotti, e alla spicciolata, a partire dalle 17,30 cominciano ad assembrarsi i tifosi giunti da Roma con mezzi autonomi.

La porta n. 1 si affaccia su una normale strada cittadina così, tifosi portoghesi che cominciano ad affluire allo stadio e macchine di passaggio, sfilano senza alcun problema.

Alle 18 si aprono i cancelli, si scende una scalinata e con delle transenne veniamo convogliati al nostro check point. La perquisizione personale è molto accurata, come di norma via le bottigliette e le aste. Vengono controllati anche striscioni e bandiere che, comunque, non richiedono  fax per poter essere ammessi.

Poi si passa ai tornelli che non sono come i nostri a gabbia ma esattamente gli stessi degli ingressi in metropolitana, si infila il biglietto, si apre il girello ed il biglietto riesce vidimato.

All’interno lo stadio è pulito e pensate, bar e bagni sono decenti.

Finalmente siamo su quelle che una volta si chiamavano “gradinate”. Chiaramente tutti seggiolini tipo cinema, con la seduta che si ribalta e, come noto, la caratteristica dello stadio è l’acceso impatto cromatico dei seggiolini tutti di colore diverso, anche se il predominante è ovviamente il verde.

La capienza è di circa 40.000 posti, due anelli, noi siamo in quello inferiore ed io mi sistemo il più vicino possibile al campo, sarò a pochi metri dalla bandierina del calcio d’angolo.

visuale del campo dalla mia posizione

Piazzo lo stendardo su una balaustra, incontro vecchi amici del Commando, poi anche i nostri “pescatori” che però si sistemano più in alto.

lo stendardo piazzato sulla balaustra

Fabio e Fabiana dalla loro posizione

Sul lato destro il settore confina con la curva nord, sede degli ultras locali più accesi che però sono sistemati nel lato della curva vicino alla tevere, nella quale c’è un altro gruppo, ed un altro è presente in sud, nella parte centrale.

Sul lato sinistro la separazione con i tifosi della tribuna è assicurata da un cordone, neanche troppo serrato di stewart e da radi poliziotti.

Con i vicini di curva solo qualche scambio di insulti e gestacci, appena un paio di loro assumono un atteggiamento “presunto” aggressivo avvicinandosi verso il nostro settore, vengono affrontati dagli stewart.

presunta aggressività di qualche portoghese

Si accende un piccolo diverbio e immediatamente intervengono alcuni poliziotti in borghese con il fratino blu con scritto polizia “spotters” testualmente “individuatori”.

Probabilmente stavano seguendo l’evolversi dei fatti da una cabina di regia con le telecamere e sono intervenuti portandosi via i due “potenziali” aggressori e creando una zona cuscinetto di qualche metro nella curva a ridosso del nostro settore, zona in cui sosteranno poi per tutta la partita.

gli spotters creano la zona cuscinetto

Via via che passa il tempo il settore si riempe, arrivano i gruppi giunti con i charter e parecchi gitanti. Riconosco parecchi dei passeggeri del mio volo che,  aria da ineffabili professionisti sull’aereo, ora sfoderano sciarpetta e cappelletto ed in piedi si sgolano…bene così!

Esilarante il momento quando, a pochi minuti dal match, si presenta una comitiva di attempati signori e signore (regolarmente ingioiellate tipo prima alla Scala) che biglietto in mano reclamano il loro posto cercando di far sloggiare una decina di ragazzetti appartenenti per lo più agli ultras romani ed ai fedayn….

Ovviamente i signori si sono poi accomodati in un'altra parte del settore.

Nessuno, per fortuna, prende posto sui seggiolini e come da norma seguiamo la partita in piedi.

La società ospitante ha preparato una coreo con bandierine lasciate su ogni posto così, grazie all’assenza di separazione con il resto della tribuna, qualcuna di queste è stata sottratta con destrezza e le aste riutilizzate per far sventolare qualche vessillo giallorosso ai cui queste erano state tolte all’ingresso.

Il colpo d’occhio dello stadio, anche grazie alla suddetta coreo, è comunque gradevole, insomma c’è l’atmosfera, anche se non è tutto esaurito.

coreo curva nord portoghese

I portoghesi hanno molti bandieroni, tamburi e fumogeni, tutte cose pericolosissime e vietatissime in Italia dove, grazie a queste giuste norme, come visto in questi giorni, non si assiste più ad alcun fenomeno di violenza.

Nella curva nord gli ultras, un migliaio circa, assitono alla partita in piedi e cantano in continuazione, molto spesso cori simili ai nostri… potenza dell’eurovisione!

Il resto della curva sta seduto e qualche volta segue i cori. Tutto lo stadio canterà qualche volta solo dopo il momentaneo vantaggio dei locali.

Nella curva sud stessa storia, il gruppo è meno numeroso rispetto a quello della nord ma sfodera un paio di striscioni in italiano, uno testuale: NERO TIFAVA SPORTING ed un altro che ricordando l’amicizia dimostrata dai tifosi del Benefica verso i romanisti riteneva tale amicizia “disonorevole” mentre rivendicavano la loro amicizia con i tifosi fiorentini con uno striscione che, se non ricordo male, recitava viola per sempre.

Il tifo nel nostro settore è stato buono, soprattutto nel primo tempo, anche agevolato dalla repentina rete di Cassetti.

Una volta sotto è stata più dura, un po’ per la tensione un po’ per l’effettiva partecipazione dei tifosi portoghesi ai cori.

L’autogol finale ha rappresentato l’orgasmo collettivo che chi fa le trasferte può ben comprendere e, sulle note di tutti a casa alè, si è conclusa la partita.

Alla fine nessun attrito con i vicini di curva, anzi  un paio hanno scambiato le sciarpe con i nostri.

Solita permanenza all’interno dello stadio e dopo una mezz’oretta siamo fuori.

Noto che moltissimi sono quelli che dallo stadio muovono a piedi anziché montare sui pullman che si dirigeranno all’aeroporto, segno che moltissimi, come me, hanno fatto una scelta di organizzazione autonoma per la trasferta.

Così, spontaneamente si è formato un corteo verso la stazione della metro.

In cima alla scalinata che dalla tevere lato sud portava alla stazione si è sentito un po’ di trambusto dal piazzale sottostante dove, due schieramenti di tifosi, si sono fronteggiati con qualche coro ostile separati dalla polizia, comunque niente di che.

Non so se ci sia stato qualche contatto fisico.

Comunque coi pescatori scendiamo la scalinata, ci salutiamo, e solo solo mi dirigo verso l’albergo attraversando la stazione con il prezioso stendardo opportunamente custodito.

Senza  problemi in dieci minuti sono in albergo, nell’hall incontro il grande Sebino Nela, doccia, un paio di birre al bar dell’hotel scambiando impressioni con gli altri tifosi ospiti e buonanotte.

La mattina dopo giro turistico per Lisbona, pomeriggio volo di rientro dove ritrovo molti dei volti della sera prima.

Insomma trasferta quasi da gitanti… altro che Manchester…

 

ave









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