TRASFERTA ALL'OMBRA DEL PARTENONE

Atene, quarta trasferta di questa Coppa UEFA 2009-10. Stavolta il Gruppo oltre che da me vede in partenza per la capitale ellenica anche er Bove e er Fionna.
Arriviamo intorno all'ora di pranzo e dopo esserci sistemati in un alberghetto del centro, con l'auto a nolo ed il navigatore portato da casa con su la mappa greca, andiamo alla ricerca dello stadio.
La partita era prevista per le 22 locali e noi arriviamo in zona olimpica verso le 17 quando gli stewart cominciano a posizionarsi.

Breve ricognizione, scartiamo l'idea di parcheggiare nelle zone adibite e optiamo per una anonima sosta sotto un caseggiato giusto al di la della via di scorrimento che costeggia lo stadio proprio dal lato dove si trova il settore ospiti.

Inizia così una lunga attesa, ambiente assolutamente tranquillo, panino dall'ambulante di turno e, alle 19 con l'arrivo del primo pulman di tifosi giallorossi, si aprono i cancelli.
Naturalmente nessuno controlla il nominativo sul biglietto che, pietosamente, vi era stato scritto a mano al momento della vendita, i tornelli fanno bella mostra, naturalmente spenti, al lato del boccaporto che immette al settore.
Perquisizione ad opera della polizia senza particolari rudezze e presenza di alcuni stewart con basilari conoscenze di italiano. Uno di questi anzi era proprio un italiano trapiantato ad Atene e si è prodigato per consentire l'esposizione dei vessilli sulle balaustre e la successiva occupazione dei seggiolini a ridosso delle stesse che, secondo la sicurezza, sarebbero dovuti rimanere sgombri.

Lo stadio si riempie, bellissimo il colpo d'occhio ed il tifo di tutti i settori. Noi ci difendiamo, ma certo è dura farsi sentire visto che saremo un migliaio o poco più.

L'epilogo della partita lo conosciamo. Ci becchiamo qualche sfotto' dai vicini di curva al nostro settore, tutto accolto col sorriso finchè un attempato sostenitore locale non sfodera una maglia della lazie.
Qui l'atmosfera si scalda e, in pochi secondi, attraversando tutto il campo compaiono sotto il settore alcuni ultras locali per redarguire i loro stessi tifosi ed invitarli al rispetto verso di noi. Applausi reciproci ed incidente chiuso.
Da notare che qui gli ultras sono i padroni dell'impianto. Al termine dell'incontro entrano con le loro auto sulla pista di atletica per rimuovere il materiale, durante la partita decine di torce, megafoni e petardi come non siamo più abituati a vedere e, una volta finito, tirano fuori dalle auto un bel pallone e si mettono a giocare a passaggi e tiri in porta sul prato del loro Olimpico.
Di stewart e polizia, naturalmente, neanche l'ombra. Il culmine si raggiunge quando, sugli spalti del secondo anello della curva alla nostra destra compare uno spettatore..... a bordo della sua moto. Un paio di sgasate, un saluto e di nuovo giù per le scale: che spettacolo!
Grazie all'intercessione dei tifosi locali finalmente, verso l'una, possiamo abbandonare il settore e la serata termina con un panino ed una birra in un chioschetto in centro.
La mattina dopo si riparte e poco più di 24 ore dopo il suo inizio termina anche l'operazione Atene. Bella trasferta... un bel tuffo nel passato!
A SOFIA PER CSKA-ROMA
Una trasferta a Sofia, in dicembre, con poco o nulla in palio ha veramente il suo fascino.
Avevo fatto il biglietto aereo mesi fa e così con un prezzo da low cost mi ritrovo nella capitale bulgara insieme ad Antonio, Fabio & Fabiana.. Ovviamente il clima gelido non contribuisce a dare un’immagine ridente della città che, comunque, per quel poco che ho potuto vedere nella mezza giornata a disposizione, di strada per allinearsi alle maggiori capitali europee ne deve fare ancora parecchia.
Per le strade del centro incontriamo piccoli drappelli dei nostri che si trascinano in attesa della serata.
In albergo, con Antonio, scopriamo che lì dimora anche la Squadra. Vediamo sti’ ragazzotti giochicchiare tra loro per i corridoi come una scolaresca in gita e, viste le comuni frequentazioni scolastiche, nell’hall Antonio si ferma a chiacchierare con Tempestilli.
Verso le 18 locali ci incamminiamo dall’albergo verso lo stadio che si trova a poche centinaia di metri.
La passeggiata ci porta direttamente sotto il nostro settore senza aver incontrato lungo il tragitto nessun tifoso bulgaro. La zona antistante l’ingresso ospiti è transennata e presidiata da un discreto numero di agenti in tenuta antisommossa che, comunque, sembrano abbastanza svogliati. Doppio filtraggio per il controllo biglietti e arriviamo giusto all’apertura dei cancelli. Qui ci ricongiungiamo con Fabio & Fabiana, niente tornelli ma nostalgico strappo del tagliandino da parte dello Stewart locale e dopo una sommaria perquisizione siamo dentro, praticamente per primi.

Entrare in uno stadio scoperto, visibilmente obsoleto, mi fa venire in mente tanti ricordi di trasferte anni 70-80 che sembrano film dell’Istituto Luce in bianco e nero. Il freddo è pungente, lo stendardo viene sistemato sulla cancellata a bordo campo dopo una trattativa con il poliziotto di turno.

Dopo un po’ arriva il grosso del gruppo dei nostri e si viene a sapere dei fatti avvenuti in centro e del fermo di alcuni ragazzi. Come a Basilea vengono ritirati gli striscioni e, semmai fosse stato possibile, l’atmosfera si gela ancor di più, un po’ per la preoccupazione per i nostri trattenuti dalla polizia bulgara un po’ per il timore di altre incursioni poliziesche nel settore.
Tutto invece, almeno allo stadio, fila liscio.
La curva dei sostenitori locali ribadisce l’ottima impressione data a Roma, sostenendo la squadra costantemente, spesso col supporto delle due tribune e sfoderando una buona coreografia.

Il nostro settore segue in silenzio. Peccato. Ovviamente giusta la solidarietà con chi si trovava nei guai, ma peccato perché se non altro un po’ di movimento c’avrebbe evitato i sintomi da congelamento e perché, trattandosi di un manipolo, diciamo selezionato, la prova sarebbe stata sicuramente positiva.
Al termine della partita timido saluto da parte dei giocatori verso il settore, mentre la squadra avversaria va sotto la propria curva e rimane una decina di minuti a ballare coi propri tifosi….
Rimaniamo nello stadio con una pioggerellina gelida, preludio alla nevicata notturna, per una ventina di minuti. All’uscita tutto tranquillo, almeno della direzione che ci riporta in albergo dove arriviamo, per una indispensabile doccia calda ed una agognata cena, dopo una mezz’oretta di cammino.

La mattina seguente, in una Sofia completamente innevata, alle 6 siamo in macchina verso l’aeroporto, e alle 9 e 30 siamo di nuovo nell’Urbe immortale.
La notte di Londra....
Ennesima trasferta londinese, finalmente in uno stadio old style.
Arrivo a Londra all’ora di pranzo e dopo essermi sistemato in albergo proprio a Fulham Road a pochi metri da Standford Bridge mi dirigo a piedi verso Craven Cottage.

stamford bridge dalla finestra del mio albergo
Alle 15 sono fuori allo stadio su Stevenage Road e gli Stewart sono già sistemati nella zona adiacente. Appena mi avvicino alla biglietteria (avevo ricevuto da amici residenti in Francia la commessa per l’acquisto di alcuni biglietti) vengo gentilmente fermato da uno Stewart che mi chiede se avessi il mio biglietto. Rassicurato dalla mia risposta affermativa mi consente di entrare nel locale destinato alla vendita dei biglietti dove, scusandosi, mi dicono che seppur lo stadio non sia sold out non possono vendere i tagliandi.

Alle 17 iniziano ad arrivare i primi tifosi e a sistemarsi vicino all’ingresso da dove entreranno le squadre nell’impianto che poi è a due metri dalle due porticine riservate al nostro ingresso nella tribuna.
Poco dopo l’arrivo delle squadre, in corteo dal lato del parco che a sud delimita lo stadio, arriva un altro folto e rumoroso gruppo di nostrani. A questo punto la stretta Stevenage road è quasi bloccata e, credo per evitare problemi, vengono aperti i cancelli. Gli Stewart con modi arroganti e provocatori cercano di imporre una fila per uno per l’ingresso, ingresso che prevede una prima perquisizione prima del cancello ed un’altra una volta passato il tornello. Per info non mi viene letta la scritta sullo stendardo e tantomeno controllata la sciarpa. Devo dire che l’atteggiamento degli Stewart cambia in modo radicale se si è in grado di rivolgersi a loro in inglese.
Una volta dentro, senza alcun rispetto dei posti assegnati dai biglietti, ci sistemiamo sulle poltroncine in legno ribaltabili stile cinema parrocchiale della tribuna.

Per tutto il tempo gli Stewart si impegnano con accanimento nella ricerca del rispetto di due aspetti, il mantenimento delle scale libere ed il divieto di fumare.

Soprattutto per il primo ci sono momenti di tensione quando dopo l’intervallo persone con panini o bottiglie di acqua in mano cercano di riguadagnare i propri posti e un paio vengono portati via di peso davanti ai miei occhi. Comunque tanta solerzia viene aggirata semplicemente scendendo verso i propri posti attraverso i seggiolini delle varie file senza impegnare le scale….
Il tentativo di impedirci di vedere la partita in piedi, fortunatamente, viene abortito quasi subito.
Veniamo all’atmosfera.
Come spesso accade negli stadi inglesi, non esistendo le “curve” così come noi le intendiamo i cori dei locali partono da qualsiasi settore dello stadio anche se principalmente arrivano proprio dalla porzione di tribuna accanto a noi. Lo stile è quello classico a folate con grandi ed interminabili momenti di silenzio. Da parte nostra, nonostante l’eterogeneità dei presenti con molti gitanti e residenti, il tifo è buono e costante. Posso dirlo in quanto mi trovavo esattamente a metà del settore e vedevo sia gli sforzi della parte bassa che la partecipazione di quelli che stavano più in alto, niente di trascendentale ma neanche scadente come in altre recenti occasioni. Il gol all’ultimo secondo è naturalmente fonte di una notevole esplosione che comunque spegne appena la delusione per un’altra prova mediocre dei nostri. Usciamo pochi minuti dopo la fine del match e naturalmente ci mischiamo con i locali che sciamano per le strette strade di Fulham. Io mi dirigo a piedi risalendo Fulham road in mezzo alla gente senza alcun problema e dopo un paio di chilometri sono di nuovo in albergo, dopo una sosta in uno degli innumerevoli pub lungo il percorso, per la breve dormita prima della sveglia all’alba per il volo di rientro.
Nel complesso una esperienza positiva, per il fascino di uno stadio che per la locazione, chiuso da un lato dal fiume, dall’altro da un parco e a cui si accede da strette strade, in passato deve essere stato teatro di parecchi movimenti, e per l’atmosfera che sempre comunque, nonostante l’opera di distruzione in corso, si respira negli stadi inglesi.
Alla prossima da Sofia….
Impressioni svizzere...
Si sa che le trasferte verso Paesi poco sviluppati, carenti nell’organizzazione e da sempre ai margini della società civile, possono riservare brutte sorprese e non poche difficoltà.
Quando il sorteggio di Coppa UEFA ci ha riservato la trasferta Svizzera, questi timori hanno preso forma. Nonostante le premesse , volevo comunque provare questa esperienza e, pochi secondi dopo il verdetto dell’urna avevo già fatto il mio biglietto aereo low cost, strappando un biglietto Ciampino – Basilea ad un ottimo prezzo.
Le mie convinzioni circa l’arretratezza del Paese elvetico prendevano consistenza al momento dell’acquisto del biglietto presso il Roma Store: incredibile, il biglietto non era nominativo ed addirittura recava la scritta: “free seating”….. POSTO LIBERO!!!!!

Mi chiedo ancora come sia possibile che a certi Paesi così arretrati venga permessa l’iscrizione alle competizioni europee. Ma tant’è, avrei corso il rischio di sedermi dove meglio mi sarei trovato e sopportato l’onta di entrare allo stadio senza essere identificato.
Arriva così la trasferta, e all’arrivo all’aeroporto ennesima dimostrazione della selvaggia vita che regna oltralpe: niente cordoni di polizia, niente bus piombati riservati ai tifosi ospiti, niente telecamere e controlli dei biglietti…. addirittura è stato possibile prendere l’autobus ed andare in centro: pazzesco.
Ma il peggio doveva ancora arrivare.
Arrivo allo stadio ed accanto al settore ospiti cosa vedo? LA BIGLIETTERIA APERTA!!!!

Dico, qui siamo all’età della pietra, ma ho ancora una speranza, magari è aperta solo per gli accrediti stampa…..macchè, mi avvicino, chiedo ed in italiano mi rispondono che, certo, è possibile acquistare i biglietti del settore ospiti pagando sia in Franchi che in euro che con la carta di credito.
Ma dove sono capitato mi chiedo?
Vuoi vedere che in questa landa desolata rossocrociata è possibile decidere all’ultimo minuto di andare allo stadio, comprare il biglietto senza essere schedati ed entrare?
Mi convinco della presenza di queste antiche e barbariche usanze ed entro praticamente all'apertura dei cancelli e, a stadio deserto, piazzo lo Stendardo.

Due parole sui tifosi locali. Occupano la parte bassa della curva, circa 2000, hanno cantato 90 minuti, un po’ monotoni con cori ripresi soprattutto dal calcio italiano, però entusiasti e rumorosi. Lo stadio, quasi un palasport, aumenta l’effetto ed a volte ha partecipato anche il pubblico delle tribune. erano presenti 16000 spettatori, credo che a stadio pieno sia un bel catino.

Da parte nostra circa 1000 presenze, molti residenti in zona, molti nelle tribune. Le notizie provenienti da fuori hanno portato alla decisione di ritirare gli striscioni e di seguire la partita in silenzio, a parte qualche coro per gli assenti e per un paio di vaffa di risposta ai tifosi di casa.